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Vino rosato o rosé: tradizione di un prodotto di qualità!

Vino bianco ,vino rosso, oggi parliamo di vino rosato!

Molto spesso considerati vini di second’ordine o addirittura “non vini”, il vino rosato è un vino prodotto con specifiche tecniche e ha ottime qualità proprie di tutto rispetto.

Il pregiudizio nato sul vino rosato, parte dall’ignoranza dei consumatori che hanno la convinzione che i vini rosati siano un semplice miscuglio tra un vino rosso e un bianco, questo è dovuto anche alla deprecabile abitudine di ristoratori di fare questo terribile mix per creare un terribile vino rosato!

Quindi è opportuno dire che la miscelazione di vini bianchi e rossi per ottenere un vino rosato è proprio vietato dalla legge!

L’unico posto dove è consentita la miscelazione di vini bianchi e rossi, sono le cantine dove si produce i vini base per creare poi, spumanti, come Champagne e Franciacorta.

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La produzione del vino rosato è voluta per creare un vino di colore rosa, fresco e da consumare giovane, quindi un intento voluto e una classificazione certa.

Nella Provenza francese, in Puglia, nel Salento, in Abruzzo, vi sono sempre state tradizioni vinicole dove il vino rosato ha avuto ed ha, oggi, la sua dignità e il suo giusto collocamento tra vini degni di nota.

Inoltre va ricordato che vi sono molti vini spumate rosati che sono ben apprezzati e godono di una grande reputazione.

Il vino rosato è un vino che inizia la sua storia come un vino rosso e la prosegue come un vino bianco, ha una colorazione che può variare da un tono morbido e sottile, a un rosa più vibrante e carico, a seconda l’uva che viene utilizzata e del metodo di vinificazione.

Mentre alla degustazione si apre con note floreali e fruttate, di gusto piacevolmente fresco e molto alla beva, facile da saper apprezzare.

Dobbiamo, prima di tutto, valutare se il vino rosato che abbiamo nel bicchiere tende ad avvicinarsi più ad un rosso, grazie alla maggiore corposità e ad una intensa profumazione oltre che alla colorazione più vivace, oppure ad un vino bianco, quindi, delicato e con maggiore acidità espressa in bocca.

Per questo motivo un buon vino rosato dovrebbe mantenere un giusto equilibrio, senza tendere né da uno , né dall’altro lato; solo in questo modo il rosato risulterà un piacere da sorseggiare, con sensazioni floreali di un vino leggero, fresco e delicato.

I vini rosati offrono una buona versatilità anche a tavola, dove consentono abbinamenti interessanti e bilanciati.

Dove ad esempio un vino rosso è troppo forte e corposo e un bianco è troppo leggero e delicato, allora ecco che entra in scena il rosato: un vino che apre un mondo tutto a sé, dalla produzione fino alle proprietà organolettiche.

Proprio per questo i vini rosati ricoprono una posizione propria nel panorama dei vini.

Metodi di Vinificazione

La vinificazione per il rosato, in modo semplice, si può dire che si trova a metà strada tra quella del vino rosso e quella del vino bianco, quindi, inizia coma la vinificazione di un vino rosso e prosegue con le metodiche del bianco.

Iniziando con uve rosse, come quelle di Pinot grigio, che hanno poca pigmentazione, subiscono una pigiatura soffice, ottenendo così il mosto.

Il colore rosato è dato dalla macerazione, come nei vini rossi, sulle bucce.

La variabilità della macerazione sulle bucce, che può essere compresa tra poche ore, fino ad un massimo di 2 giorni, rende il vino rosato finale di una colorazione più o meno intensa, questo anche in base all’uva utilizzata.

Durante questa procedura, il vino viene mantenuto a temperature basse e aggiunto di solfiti per fermare la fermentazione, che poi proseguirà successivamente come i vini bianchi.

In base alla macerazione il rosato è suddiviso in categorie:

  • Vini di una notte: quando la macerazione dura tra le 6 e le 12 ore.

  • Vini di un giorno: quando la macerazione del rosato ha una durata di circa 24 ore.

  • Vin gris (vino grigio): hanno una colorazione rosa tenue, prodotti con le stesse procedure dei vini bianchi e che utilizzano uve con capacità colorante ridotta, tra queste il Cinsaut Rosè, Cinsaut Gris e il Cinsaut.

    Per fare questo vino rosato si evita la macerazione sulle bucce, proprio come nei vini bianchi.

  • Blush: celebri negli Stati Uniti, prodotti con uva Zinfandel, notoriamente a bacca rossa, ma con la vinificazione come i vini bianchi. Dopo il successo negli USA, sono apparsi anche altri vini blush, utilizzando anche altri uvaggi, come il Cabernet Blanc, il White Grenache, Merlot Blanc, e il Blanc de Pinot Noir.

    Solitamente i vini rosati blush hanno un sapore abboccato e una lieve effervescenza.

  • Saignée: noto come “salasso o sanguinamento” è una tecnica utilizzata da cantine che producono per lo più vini rossi e cantine che producono Champagne Rosé.

    Nella pratica, la tecnica del Saignée, consiste nel prelevare del mosto dalla vasca di macerazione di un vino rosso e fargli continuare la sua vinificazione in bianco, ottenendo così un vino rosato.

Vinificazione e affinamento.

Dopo aver preparato il mosto, in base alle varie metodiche scelte, si procede alla vinificazione seguendo le stesse procedure del vino bianco.

La vinificazione avviene quasi sempre in contenitori di acciaio o cemento, molto raramente in botti in legno o barrique.

Anche per la maturazione, vale il solito discorso; è inusuale che il vino rosato venga lasciato ad affinarsi in botte.

Il vino rosato è un vino fresco, pronto per la primavera successiva alla vendemmia ed è sempre preferibile consumarli giovani.

Dopo la maturazione il vino rosato vien stabilizzato e filtrato, proprio come tutti i vini bianchi, poi imbottigliati e messi sul mercato.

Proprio a causa delle loro caratteristiche i vini rosati, perdono facilmente acidità e non si adattano all’affinamento in bottiglia, anzi, dovrebbero essere consumati entro due anni dalla vendemmia.

Il tempo fa perdere al vino rosato le proprie qualità , come la freschezza aromatica e gustativa, oltre ai piacevoli sentori fruttati e floreali, per questo sempre meglio consumarli prima possibile!

A questo punto, sarebbe opportuno che ognuno di noi ampliasse la propria cognizione a tavola, non solo tra bianchi e rossi, ma tra vini rossi, rosati e bianchi.

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